Ulysses
ULYSSES – The Gift Of Tears
Distribuzione: Symbioses / Musea Mecords
Genere: Metal Prog
Supporto: CD- 2009

L’Olanda ci presenta gli Ulysses, band di Metal Prog che realizza il primo demo cd nel 2001, dal titolo “Eclectic”. Questo accende i riflettori su di loro, attirando l’attenzione di alcuni addetti ai lavori. E’ così che nel 2003 è la volta del Full Lenght album “Symbioses”. Anche questo riceve buone recensioni e spinge gli Ulysses dentro il calderone del Metal Prog.
Finalmente in mare, si naviga, per cui serve una ulteriore conferma del saper nuotare, riconfermare le buone sensazioni o meglio ancora, migliorare e “The Gift Of Tears” è il banco di collaudo.
Gli immediati nove minuti di “Family Portait” ci presentano una band coesa, che conosce la materia, sia in sede di songwriting che in tecnica strumentale. Un approccio vocale di buona personalità, a cavallo fra Tate (Queensryche) e La Brie (Dream Theater), senza troppo forzare, ci introduce in “Guardian Angel”, classico brano Metal Prog. Formula che funziona, non si tocca, per cui si parte toccando le corde dei sentimenti, per poi sbobinarsi nel classico crescendo sonoro.
Apprezzabile il momento di Mellotron dal sapore assolutamente antico. Gli Ulysses amano affrontare argomenti vicini al popolo, parlano di società e di tragici eventi quotidiani. Le lacrime di sangue versate nella copertina rappresentano bene il contenuto del disco.
La musica di per se analizza differenti antri del genere, per cui le parti strumentali hanno la loro importanza, specialmente gli assolo. Bene si inseriscono le tastiere, sempre d’effetto. Gli Ulysses prediligono i brani lunghi, solamente la pianistica “Silence Of The Night” (molto Dream Theater in verità….) ha la breve durata di quasi tre minuti. Per il resto durate sostenute e due mini suite, “How Much More” ed “Anat”, vero gioiello sonoro, uno dei più bei pezzi che mi è capitato di ascoltare in questo 2009.
Il cd ha la durata totale di quasi settanta minuti e tutto ciò farebbe pensare ad una accorrente noia, supportata da brani fotocopia o chissà quali logorroiche dimostrazioni di tecnica strumentale . Per fortuna non è così, “The Gift Of Tears” è completo, ricco e comprende quando è il momento di staccare. Neppure niente capolavoro, le sonorità sono troppo ascoltate, seppure ben amalgamate, in definitiva siamo al cospetto di un buon album, inciso bene e con professionalità.
La conferma che chiedevamo all’inizio della recensione trova fondamento, gli Ulysses sono assolutamente promossi e chi ama il Metal Prog, secondo il mio modesto parere, deve ascoltarli.
MS
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